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ho pubblicato una raccolta di omelie feriali

il libro si trova al seguente link:

https://www.retepreghierapapa.it/prodotto/novitasemi-di-luce-dogni-giorno/

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trentaquattresima settimana del tempo ordinario



lunedì

Lc 21,1-4

Vide una vedova povera, che gettava due monetine


In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio. Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».


Povera e generosa, la vedova. Ricchi e tronfi, altri. Gli occhi di Gesù scrutano nel profondo, nellintimo, non Si lasciano ingannare da apparenze e quantità. Dio preferisce il nascondimento allostentazione. Questa donna è un modello di timor di Dio, di fiducia e abbandono in Lui. Non si tratta di una parabola… ma di realtà! Gesù poteva raccontare belle parabole perché conosceva bene la realtà, il cuore umano, le intenzioni e le motivazioni. Quando fai lelemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra”. Si tratta di andare, ancora una volta, controcorrènte, per risalire allorigine incontaminata, alla sorgiva freschezza!



martedì

Lc 21,5-11

Non sarà lasciata pietra su pietra


In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.


La Città santa, il Tempio di Jahwè: neanchessi sottratti al dominio” del tempo, delle scorribande e razzìe. Come la Città eterna. Come ogni altra città. La Città degli uomini”, per dirla con santAgostino, non è la Città di Dio”! Le belle pietre che ornavano il Tempio dovevano essere solo un mezzo; non erano un fine. Tutto ciò che è umano è relativo. Solo Dio è assoluto. Gesù mette in guardia, insegna, sensibilizza e rassicura”. Passa così la scena di questo mondo… solo nel Regno di Dio non ci saranno ladri o tignòle corrodenti. Questa nostra storia ci prepara alla vera Storia, quella – in pienezza – di Dio.




mercoledì

Lc 21,12-19

Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.

Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».


Sinagoghe, luoghi di culto e preghiera, alla stregua di tribunali e prigioni: nella scia delle persecuzioni, accadde limpensabile, lingiusto; realtà violente in nome di Dio! Ci si può meravigliare o scandalizzare… oppure ripetere: Niente di nuovo sotto il sole”! Gesù prepara i Suoi ad eventi dolorosi, e – dalla Sua prospettiva – tutto questo sarà occasione di testimonianza: una paradossale possibilità di annuncio, di diffusione del Regno! Un lievito” impegnativo, che ci incute timore. Discepoli dellAmore che saranno odiati e perseguitati. Ma lo Spirito buono ci assicura forza e calma”. Siamo, comunque, nelle mani di Dio.



giovedì

Lc 21,20-28

Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti. Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».


Gerusalemme cinta dassedio e rasa al suolo. Accadde dopo la morte di Gesù; era accaduto altre volte. Gesù aveva annunciato che sarebbe accaduto. Poteva non accadere, se la storia avesse preso un altro corso. Per questo Gesù, prima della Sua Morte, pianse su Gerusalemme. Calcoli politici sbagliati, logiche smodate di potere, ma soprattutto il rifiuto del Messia, comportarono distruzione e violenza. Nuovi “Caini”, via via, versano sangue per invidia e gelosia. Mancanza di docilità del nostro cuore comporta strazio ed impreviste conseguenze. Solo il Liberatore potrà sottrarci, definitivamente, a lutto e lamento.




venerdì

Lc 21,29-33

Quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».


La storia degli uomini volge ad un termine, anche se non sappiamo quando avverrà. Gesù ci mette in guardia, ci allèrta, ci prepara. Quanto più tutto va incontro alla fine, tanto più si avvicina il Regno di Dio: misterioso e provvidenziale punto di incontro tra fine ed inizio, dolore e gioia, guerra e pace. A Dio niente è impossibile! Tutti noi siamo presi, inevitabilmente, dalla contingenza, dai particolari… ma è importante, ogni tanto almeno, alzare lo sguardo, scrutare oltre, aprirci al mondo di Dio, confidare in Lui, affidare a Lui ogni cosa: anche le nostre paure, il senso di inadeguatezza, i peccati. Egli fa nuove tutte le cose!



sabato

Lc 21,34-36

Vegliate, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

Forza di gravità – ma non solo – che ci porta verso il basso. Gesù invita i Suoi ad evitare appesantimenti, a non lasciare che il cuore sia imbrigliato”. Vegliare, pregare, per essere pronti, per attraversare il tempo e giungere alla Sua Presenza. Impegno non facile, eppure possibile, grazie alla Sua Parola. Giorno per giorno, momento per momento, conservando lucidità e prontezza, non lasciandosi distogliere da affanni e ubriachezze”. La nostra storia deve fare i conti con tante voci e occasioni che vorrebbero fuorviarci. Lo sperimentò anche Ulisse, con il canto delle Sirene.






XXXIII settimana T.O. anno dispari



mercoledì 17 nov 21

Lc 19,11-28

Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?


In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro. Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato. Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”. Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”. Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”». Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.


Talenti donati: messi a frutto o sprecati. Diversità della misura del Dono e diversità dei modi umani di vivere i Doni. Possiamo considerare che, forse, in molti di noi, sono presenti le varie tipologie dei servi della parabola: non si tratta, banalmente, di dividere l’umanità in “buoni e cattivi”! Tutti dobbiamo fare i conti con tante possibilità e opzioni e reazioni: non riusciamo ad essere sempre coerenti e “adeguati” a tanta divina fiducia e generosità… possiamo perderci cammino facendo. La parabola è severa, ma il Signore è misericordioso! Cerchiamo di fare del nostro meglio, e confidiamo nella Sua Misericordia, prezioso Talento donato a tutti con sovrabbondanza!



martedì

Lc 19,1-10

Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto


In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».


Oltre al cieco, in Gerico, c’era Zaccheo: tutt’altra condizione e situazione! Eppure lo stesso bisogno di accoglienza, di misericordia, di salvezza… Ogni persona ha i propri limiti e talenti: la sua piccola statura non impedisce a Zaccheo di vedere Gesù! Supplisce con l’intelligenza, con la previsione, con la prontezza. Tutto vero. Ma più vero ancora è che Gesù “doveva passare di là”: “previsione” divina di quell’incontro di Salvezza! Eppure qualcuno pensò bene di mormorare: altra “cecità”, altra “povertà”… e Gesù sempre all’opera per incontrare, insegnare, chiarire, nel mistero delle “infinite” possibilità del cuore umano!



lunedì 15 nov 21

Lc 18,35-43

Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo!


Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.


Un cieco, mendicante, ma con una voce forte, e una fede grande. Vorrebbero intimidirlo, metterlo a tacere, fare in modo che non disturbi il Maestro, quasi quasi farlo sentire in colpa! Ma i poveri, spesso, hanno una dignità e una forza tali da trovare il modo e la via per farsi valere. Gesù, sovranamente, è attento a quel grido: il vocìo, la confusione, forse la Sua stanchezza, non Gli impediscono di esserci per quella persona, di accoglierla, di esaudirla. La Sua domanda al cieco – a noi – può sembrare banale… ma attenzione! Può il Signore essere banale? Siamo noi, piuttosto, che non comprendiamo molte cose!




XXXII settimana T.O. anno dispari



sabato 13 nov 21

Lc 18,1-8

Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui


In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».


Un giudice che non temeva Dio, disonesto, con un grande potere tra le sue mani… e una vedova: cioè donna, sola, senza sicurezze, in una condizione di inferiorità. Estremi, ingiustizie. Il primo ragionava con calcolo, freddamente; la seconda vibrava di speranza, mossa dalla propria condizione di bisogno. È confortante che, anche nelle nostre vicende, si realizzino situazioni – alla fine – “giuste”, anche se con motivazioni non sempre chiare! La vedova raccontata da Gesù è nostra maestra, nel confidare nella Giustizia… e non solo: ma anche nella Misericordia, nell’Amore! Perché il Giudice si è reso “Giustiziato”, per noi!



venerdì 12 nov 21

Lc 17,26-37

Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti. Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà. In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot. Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva. Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata». Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».


Pericope non facile da comprendere… l’umanità, spesso, vive “alla giornata”: pur in mezzo a fatiche e incertezze, trova un equilibrio, un accettabile compromesso, e questo rischia di ridurre la capacità di alzare lo sguardo, di essere lungimiranti e, nel senso migliore del termine, previdenti. Detto in altre parole, siamo invitati a cercare di vivere bene, di prepararci, di essere pronti per il momento cruciale della vita: per tutti, il momento della morte; per i credenti, il ritorno del Signore nella Sua sfolgorante Gloria. Realtà, certo, molto più grandi di noi, che pure possiamo a poco a poco fare “nostre”, ascoltando la Sua Parola e confidando nel Suo Amore.



giovedì 11 nov 21

Lc 17,20-25

Il regno di Dio è in mezzo a voi


In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».


“Discrezione” del Regno di Dio: potremmo dire umiltà, aspetto dimesso, nascosto, “in punta di piedi”… ben lungi dai nostri clamori e ostentazioni e vane glorie. Eppure Luce sufficiente fu – ed è – data per cercarLo, per scoprirLo, per rinvenirNe le tracce, pur in mezzo ad illusioni e inganni. Fatica dell’attesa e della ricerca, fino alla finale innegabile ed insopprimibile evidenza, pagata a caro prezzo dal Signore Gesù, Trasfigurato al contrario: il “Figlio dell’Uomo” ridotto ad un “Ecce homo”, deriso ed oltraggiato. Colui che stava pagando il prezzo della nostra salvezza, fu confuso per un malfattore pericoloso da menti ottuse ed ottenebrate!



mercoledì

Lc 17,11-19

Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero


Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».


Riconoscenza e gratitudine: niente di scontato. Un percorso in cui crescere. Questa scena è clamorosa, forse ci smuove in una reazione di giudizio. Ma attenzione a noi: siamo sicuri che, magari, talvolta, non siamo come i “nove”, piuttosto che come il samaritano? Paradossi della vita e della fede: un “eretico” che si comporta meglio degli altri. Provò Gesù amarezza e delusione per tanta irriconoscenza? Beh, è evidente che notò il fatto… però Egli fu, ed era, certamente superiore alle nostre umane reazioni, pur essendo in tutto come noi. La Sua relazione con il Padre Lo elevava, Lo nobilitava… per elevare e nobilitare anche noi!



9 novembre / Dedicazione della Basilica Lateranense

Gv 2,13-22

Parlava del tempio del suo corpo


Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà». Allora i Giudei presero la parola e gli dissero: «Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo. Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.


È come se Gesù, secondo la narrazione giovannea, scoprisse da subito le carte, facendo presagire come andrà a finire… smaschera, denuncia, “sferza” un sistema corrotto, religioso ma offendente Dio: un “tempio” da abbattere e ricostruire! Ciò che avverrà nel Tempio del Suo Corpo. Una Rifondazione divina, un’Alleanza nuova ed eterna, per riparare all’umana infedeltà. Tale sistema non capì, e soprattutto non gradì. Si sentì insopportabilmente offeso da quello strano rabbì. Iniziarono così le trame, i complotti, i controlli, le trappole, le insidie. Fu provocata la distruzione, che fu, però, Salvezza! Gli uomini e Dio. Dio e gli uomini! Quale gioia, di contro, quando fu realizzata e consacrata la Basilica del Laterano, la Madre di tutte le Chiese! Finalmente un luogo, dopo le Catacombe, in cui lodare il Signore “alla luce del sole”!



martedì 10 agosto 2021  •  19a sett. T.O.


La vita era stata pensata e creata da Dio come realtà bella, “estatica”… ma nella rischiosa libertà creaturale, che ha disarmonizzato il progetto originario. I martiri hanno sperimentato sulla loro pelle tale disarmonia, con tutte le sue ingiustizie e violenze. E hanno deciso di fidarsi di Dio, e di affidarsi a Lui, a qualunque costo. Nessuna minaccia, nessuna spada, nessuna “graticola”, hanno impedito loro di essere e rimanere fedeli a Cristo, “fino all’effusione del sangue”. Discepoli coerenti, perché veramente credenti. Toccati da speciale Grazia, a beneficio di tanti. Santi martiri di Dio, pregate per noi!



lunedì 9 agosto 2021  •  19a sett. T.O.


Vergini sagge e previdenti. Desiderose di incontrare lo Sposo, per entrare nella gioia nuziale. Ma per quel termine di gioia, si preannuncia una via impervia, come nella vita di Edith Stein. Nel percorso di preparazione e attesa possono frapporsi – e di fatto si frappongono – imprevisti, ostacoli e quant’altro… ciò che rende tale attesa assai impegnativa. Una strada in salita, una “via crucis”, sulle Sue orme. Impegno personale e Grazia dall’Alto. “Tanto è il Bene che mi aspetto, che ogni pena m’è diletto”, cantava san Francesco d’Assisi. Aspettarsi, aspettare… essere attesi. Connubio che è nelle mani di Dio!



giovedì 5 agosto 2021  •  18a sett. T.O.


Scena centrale dei vangeli, che introduce e dispiega il Mistero fondamentale del Messia: la Sua Passione, Morte e Risurrezione. Il Maestro accompagna i discepoli alla porta di ingresso di tale sconvolgente novità… gli animi vacillano. E Pietro, voce di tutti, vorrebbe impedire, per amore grande al Maestro. Ma Gesù non Si lascia vincere neanche da questa nuova “tentazione”: il Nemico è smascherato. Solo sulle vie tracciate e permesse dal Padre, Gesù vuole camminare e adempiere la Sua Missione… non è venuto per camminare su vie piane, o imboccare scorciatoie. Via stretta, in salita. Ma che conduce al Padre!